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"Parlami un po' di te"

La fatidica richiesta che da sempre ci procura ansie incontrollabili.
Abbiamo paura di dire troppo, o troppo poco, di mostrarci immodesti o ancor peggio, stupidi.
Questa dannata pagina "About Me" mi sta praticamente facendo la stessa domanda, e potete immaginare il mio disagio. Ma in fondo sono stato io a voler dare vita a questo blog, perciò mi tocca buttare giù quattro parole su di me.

Intraprendere discorsi del tipo "mi chiamo Valerio Finizio, sono nato a Napoli eccetera eccetera" mi sembra una cosa un po' glaciale (oltre che ebete), per cui tenterò un altro tipo di approccio.
Proverò a descrivermi con una parola, e vedrò dove questa mi porterà.

E allora eccola qui: Sognatore.

Non mi fraintendete, non sono come il tizio de "Le Notti bianche" di Dostoevskij, che vive in un mondo costruito dai suoi viaggi mentali e dalle sue rosee illusioni, che presto o tardi dovrà scontrarsi con la realtà delle cose.
Il senso che do a questa parola associandola a me stesso, è quello di una persona che insegue i suoi sogni fino allo sfinimento.

Fin dal primo (fatale) momento in cui il mio cervello ha messo in moto i suoi ingranaggi cognitivi, ho cercato di vivere e agire in armonia con i miei sogni e obiettivi. Questo blog non è altro che una tappa di questo percorso, nella speranza che possa permettermi di proseguire.

Immagino siate a conoscenza della volubilità dell'essere umano.
Ogni giorno della nostra vita ci facciamo in quattro per raggiungere gli obiettivi che abbiamo fissato, finchè arriva un giorno in cui qualcosa di inaspettato ci sbatte sulla faccia, mettendoli in discussione.
La volubilità e il cuore sono la nostra maledizione, perchè ci portano improvvisamente su una strada opposta a quella che abbiamo sempre percorso, talvolta costringendoci a ricominciare da zero.

Questo è quello che è capitato a me.

Nella mia testa, a dodici anni ero un uomo già fatto e finito.
Avrei lavorato davanti al computer per tutto il giorno (da ragazzini si è un po' masochisti), e a questo obiettivo erano volte la mia mente, il mio cuore e i miei sforzi.
Perciò, quando gli addetti all'orientamento delle scuole superiori si presentarono nella mia classe di terza media, sbattendomi in faccia la prospettiva di una carriera nell'informatica, non ebbi alcun dubbio.
Con ottimi voti mi diplomai come perito informatico ed essendo abbastanza portato, diedi inizio alla mia carriera da programmatore Java senza troppi affanni.

Fu intorno ai miei 21 anni che accadde qualcosa che non avevo previsto.
Non so quale oscuro meccanismo si sia attivato dentro di me, ma improvvisamente divenni un lettore accanito. Io che non ero mai stato un grande appassionato di letteratura e che in italiano ero sì bravo, ma non quanto lo ero in informatica e in matematica.
Le letture scolastiche (seppure apprezzabili da adulti) non avevano contribuito ad alimentare il mio amore per la lettura. Poi incontrai il caro Sir Arthur Conan Doyle, che con il suo Sherlock Holmes mi aprì un nuovo e sconfinato orizzonte, trasformando il mio rigetto per la narrativa di ogni genere in un amore sconsiderato.
Da allora non mi sono mai fermato, non facevo in tempo a riporre un libro che ne aprivo subito un altro, e in breve tempo presi a scriverne dei commenti che postavo su un sito.
In quel frangente non avevo obiettivi precisi, mi piaceva farlo e nulla più.

Dopo aver postato una cinquantina di recensioni i redattori del sito mi inviarono una mail, mettendomi a conoscenza del loro gradimento e offrendomi la possibilità di collaborare con loro.
Gioia e giubilo.
Una soddisfazione come mai ne ho avute in quattro anni di lavoro incessante davanti al mio freddo computer, zeppo di codici incomprensibili.
Ogni mese mi inviano una novità editoriale (anche di autori del calibro di Stephen King, Michael Connelly, Wilbur Smith e compagnia), e ne scrivo la recensione ufficiale.
Per quel sito, ovviamente.

La prima bozza di una copertina.

Ma un sognatore come me, purtroppo e per fortuna, non si sente mai arrivato a un capolinea.
Con la lettura ininterrotta si alimentò anche il desiderio di creare qualcosa di mio.
La mia mente, allenata a fronteggiare tanti tipi di storie e di autori, prese ad elaborare una storia che buttai giù nel giro di 7-8 mesi.
Il risultato di quei pensieri fu un thriller-noir che ho proposto a destra e a manca ma che non ha ancora avuto fortuna. Deciso a percorrere ogni strada possibile e consapevole che l'editoria è un mondo in cui è difficile entrare, l'ho iscritto al torneo IoScrittore 2016, indetto dal gruppo editoriale GeMS. Attualmente ha superato la prima fase, entrando nei 300 finalisti e lasciandosi alle spalle altri 3700 concorrenti. Fino a quando il torneo non sarà finito il titolo della mia creatura dovrà rimanere anonimo, perciò ne saprete di più intorno al mese di Novembre.
Vedremo come andrà a finire.

Immagino che da questo mio fiume di parole abbiate intuito lo scopo di questo blog. No?
E va bene. Questo blog è rivolto a tutti quelli che amano la lettura e la scrittura. Lo vedo come una fonte da cui attingere, e anche come un punto d'incontro tra persone sognatrici, come lo sono io. Vi posterò le recensioni dei libri che leggo, così se un giorno doveste avere qualche dubbio sul prossimo libro da leggere o da comprare, potrete trovare un consiglio o un'indicazione. Ho un progetto in mente che si chiama " Sentieri di carta", che ha il preciso scopo di condurre per mano i neofiti della lettura che vorrebbero coltivare questa passione, e di suggerirgli un punto d'inizio e un sentiero da seguire per coltivare questo amore senza distruggerlo con letture troppo impegnative al momento sbagliato

Infine, se vi piace come scrivo, sempre qui troverete qualche spezzone del romanzo che ho già scritto e di quelli che ho in cantiere.
In futuro, mi piacerebbe mettere in atto l'idea di un romanzo a puntate che potrete leggere sempre qui.

Sognatore.
Con una semplice parola si può arrivare davvero lontano.

 
 

Valerio Finizio, programmatore informatico per professione, scrittore e lettore accanito nel tempo libero.
Alla disperata ricerca del modo in cui invertire i ruoli.

 

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