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Nei racconti del "Libro della giungla" troviamo l'India con la sua natura prorompente, la sua natura simbolo, i suoi animali antropomorfizzati. E, soprattutto, troviamo quello che per Kipling è il fondamento del suo credo morale, ovvero la legge, intesa non come legge della giungla del "vinca il più forte", ma come un sistema di valori assai pratico e non misterioso, a cui ogni uomo, come ogni animale, deve sottostare. Mowgli non può diventare un uomo se prima non apprende la legge della giungla. Un individuo non può dirsi tale se non risponde, liberamente e nei limiti di quello che è il suo ruolo, a un sistema di valori riassumibili a grandi linee con coraggio, generosità, fedeltà, onore, obbedienza, rispetto per gli anziani, disciplina...

 

Una giungla è l'intera terra

Una piacevole scoperta è stato Kipling e il suo "Libro della giungla". Non mi fraintendete, con Mowgli, Baloo, Bagheera e Shere Khan ci sono cresciuto, nella loro versione disneyana che ancora mi emoziona ogni volta. E li ho amati profondamente. "Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile, e i tuoi malanni puoi dimenticar...".
Che ricordi.

La lettura del primo libro della giungla è stata soddisfacente oltre le mie previsioni, soprattutto nelle parti che hanno come protagonisti Mowgli e compagnia. Già, perché non tutto il libro è incentrato su di loro, ma diviso in una serie di racconti, alcuni dei quali hanno tutt'altri protagonisti. Inutile dire che i più belli e memorabili sono quelli sul cucciolo d'uomo, anche se quello sulla mangusta Rikki Tikki è stato altrettanto carino.
Kipling è un magnete, è piacevole a leggersi e ti porta nei meandri della giungla, in mezzo ai suoi variegati abitanti.

Disperso durante la fuga dalla tigre Shere Khan, il piccolo Mowgli trova rifugio nella tana di Babbo lupo e Mamma lupa, che lo crescono come un figlio. Accolto dal branco con la diffidenza che è però tipica degli uomini, sarà accettato solo grazie all'intercessione del saggio orso Baloo e dell'astuta pantera nera Bagheera, che per la salvezza della vita del cucciolo d'uomo offrirà le spoglie di un toro da lei ucciso. Saranno proprio l'orso e la pantera nera a insegnargli a sopravvivere nella giungla, trasmettendogli le sue leggi e permettendogli di vivere in armonia con essa.

Certo, la giungla è crudele, spietata, ma lo è anche il mondo "civile" degli uomini, forse anche di più, e Mowgli potrà scoprirlo sulla sua stessa pelle. Eppure le analogie tra i due mondi sono tante, come fossero un'unica entità la cui differenza sta nei suoi abitanti e in pochi altri dettagli.
La giungla ha i suoi lati oscuri, così l'uomo; ha i suoi abitanti senza pietà, carnefici, ma anche quelli dal cuore grande; ha i suoi grandi difetti, ma da qualche parte l'amore rende qualsiasi posto migliore, se lo si riesce a scovare e stanare. Che sia giungla o mondo umano, bisogna semplicemente imparare a viverci e ad amare.

Scusate, ora vado a vedere il cartone Disney.

- Ma perché… Perché qualcuno dovrebbe volere la mia morte? - disse Mowgli.
- Guardami, - disse Bagheera, e Mowgli la guardo fisso negli occhi. Tempo mezzo minuto e la pantera aveva girato la testa.
- Ecco perchè, - disse Bagheera, spostando la zampa sulle foglie. - Neanch'io riesco a guardarti negli occhi, e io sono nata fra gli uomini, e ti voglio bene, Fratellino. Gli altri ti odiano perché non sanno reggere il tuo sguardo; perché tu sei giudizioso; perché hai estratto gli spini dalle loro zampe… Perché sei un uomo.

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Valerio Finizio, programmatore informatico per professione, scrittore e lettore accanito nel tempo libero.
Alla disperata ricerca del modo in cui invertire i ruoli.

 

Valerio Finizio
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