Cerca nel sito...

 

 Globale

 Disegni

 Trama

 Profondità

 Piacevolezza

 

Vent'anni dopo il libro che l'ha reso celebre, Chuck Palahniuk ha deciso di tornare a raccontare la storia dell'uomo nel quale si nasconde il sovversivo Tyler Durden.

Il narratore senza nome del romanzo originale ora si fa chiamare Sebastian, ha sposato Marla Singer e insieme hanno un bambino... che costruisce bombe fatte in casa. E quando Marla comincia ad avere nostalgia di Tyler, decide di ritoccare i dosaggi dei suoi farmaci, e succede qualcosa di irreparabile. Al mondo. Coadiuvato dai bellissimi disegni di Cameron Stewart, che per questo progetto è andato a vivere a Portland, per poter lavorare gomito a gomito con lui, Palahniuk reinventa il suo stesso canone con un'inventiva verbale e visiva perfetta per il mezzo Fumetto. Il volume contiene anche la rivisitazione del finale del romanzo originale.

BAO Publishing

Recensione in 60''

Fight Club si conclude col primo capitolo

Un seguito che mi ha lasciato parecchio perplesso.
Inizialmente, ho storto il naso quando ho appreso che il seguito di un capolavoro come Fight Club sarebbe stato una Graphic Novel. Non fraintendetemi, ne sono un lettore e non ho alcun tipo di pregiudizio, ma credevo che una storia di questa complessità avesse bisogno di un altro tipo di supporto, o di un altro genio come Fincher che le desse vita tramite immagini rimanendo comprensibile. Poi ci ho pensato su, e mi sono detto che poteva essere un’idea innovativa e audace.
Dunque ho aperto questo volume, eccitato dall’idea di ritrovarmi di fronte uno dei personaggi più interessanti e sconvolgenti che io abbia mai incontrato: Tyler Durden.
Sfoglio le prime pagine, guardo le prime vignette, colpito dalla bellezza dei disegni e rincuorato dall’inizio promettente.
Dopo un po’ comincio a raddoppiare l’attenzione perché ci stavo capendo ben poco, ho cominciato a spezzettare la lettura, sempre più perplesso (e anche un po’ annoiato), ma ancora deciso a capire dove l’autore volesse andare a parare.
Purtroppo, questo entusiasmo va scemando man mano che si prosegue, fino a precipitare nel finale, dove tutto si fa delirante, irritante, difficile da seguire.
Che Palahniuk abbia ambizioni più alte delle sue effettive capacità? Fatico a crederlo, considerando la genialità del primo capitolo, ma in questo lavoro c’è troppa carne a cuocere, troppe idee mal sviscerate e di difficile comprensione per il lettore. Non ho assolutamente la sensazione che quest’opera sia stata scritta per fare un “sequel a tutti i costi”, ma addirittura credo ci fossero troppe idee e nella smania di inserirle tutte si sia combinato un gran casino.
Come se le cose non fossero già troppo complicate, in certi tratti l’opera diventa meta-narrativa e vediamo comparire l’alter ego a fumetti dell’autore, che viene chiamato in causa dai personaggi secondo voi, per cosa? Perché anche loro non hanno idea di come proseguire in questa storia che a un certo punto diventa totalmente assurda.
Va bene che stiamo parlando di un fumetto, ma a questo punto lasciate stare Fight Club e inventate qualcosa di nuovo! Il primo, in certi tratti, era un po’ assurdo, ma questo aspetto era compensato dalla genialità dell’idea e dal fatto che molto fosse nella testa del protagonista. In questo caso invece, TUTTO diventa totalmente assurdo, non solo quello che accade nella psiche del narratore.
Totalmente folle, e non in senso positivo.
Sinceramente sono parecchio deluso, e sono arrivato alla conclusione che considererò Fight Club chiuso col primo capitolo e che nella mia mente escluderò quest’opera dal “brand”, così come ho escluso episodi 7 e 8 di Guerre Stellari.

Non starò qui a dilungarmi sulla trama, sul serio, non saprei da dove cominciare.

"Quello che voglio dire è che non sono gli uomini a coltivare le idee. Sono le idee a coltivare noi."

Cosa ho imparato da questa lettura? - La sindrome di Hutchinson-Gilford

Sicuramente non si tratta di un apprendimento piacevole; purtroppo sappiamo bene che il mondo non è fatto soltanto di cose belle, e le cose brutte non si possono semplicemente ignorare. La sindrome di Hutchinson-Gilford (detta anche Progeria) è una malattia rara che causa l'invecchiamento precoce del fisico senza però alterare la mente, che resta l'unico indice della vera età del malato. Causa nel bambino l'insorgere di malattie tipiche degli anziani e porta l'individuo ad una morte precoce. I nati con progeria tipicamente hanno un'aspettativa di vita pari a vent'anni. Attualmente, ci sono 100 casi noti in tutto il mondo. I bambini con progeria di solito sviluppano i primi sintomi durante i primi mesi di vita e poi, intorno ai 18-24 mesi, si possono verificare sintomi come crescita limitata, perdita di capelli e un aspetto caratteristico: faccia piccola ma con un cranio sproporzionato rispetto al corpo, mascella poco prominente e naso schiacciato. I sintomi tendono a diventare più marcati con gli anni e i bambini tendono ad assumere l'aspetto di persone molto anziane, anche se in un corpo di proporzioni tipiche dell'età infantile. E voi, lo sapevate?

 
 

Valerio Finizio, programmatore informatico per professione, scrittore e lettore accanito nel tempo libero.
Alla disperata ricerca del modo in cui invertire i ruoli.

 

Valerio Finizio
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Aggiungi commento