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Ambientato in un futuro prossimo, dove Bruce Wayne ha abbandonato il costume in seguito a una serie di sventure personali, "Il ritorno del Cavaliere Oscuro" racconta l'epico rientro in gioco dell'eroe di Gotham, ormai invecchiato, ma tutt'altro che stanco. E se Batman è di nuovo in città non possono mancare compagni e nemici di tante avventure: un nuovo Robin irromperà nella sua vita, mentre il Joker e Due Facce sfideranno ancora il Cavaliere di Gotham. Aspettatevi un confronto all'ultimo sangue con Superman, in queste pagine difensore di un governo americano con troppi scheletri nell'armadio.

RW Edizioni

 

Recensione in 60''

Un fumetto supereroistico... letterario

 

 Il fumetto è sempre stato un supporto sottovalutato, soprattutto quello supereroistico. Tuttavia, vi si nascondono perle rare che io mi azzardo a chiamare capolavori. "Il ritorno del Cavaliere Oscuro" di Frank Miller, per me, è uno di questi. Questo fumetto racchiude in sé non soltanto una storia avvincente, ma anche una moltitudine di temi anche piuttosto attuali, nonostante il numero di anni ormai passati dalla sua pubblicazione. Temi come la considerazione e il trattamento che l'essere umano riserva alla sua madre Terra; il pericolo spaventoso dello scoppio di una guerra nucleare (forse il tema più attuale e che più ci impaurisce); l'influenza dei mass media che, nel caso di quest'opera, sono rappresentati dal mezzo televisivo e giornalistico, ma che ai giorni nostri si è accentuato esponenzialmente con l'affermazione dei social media. A questa moltitudine di temi attuali e che ci interessano da vicino, si affianca una struttura narrativa geniale, che fa uso proprio dei mass media per raccontarci una storia da diversi punti di vista, anche quelli falsati della politica e degli stessi mezzi di comunicazione, che spesso cercano di plasmare le nostre opinioni con l'inganno.

Ultima nota lieta, ma non per importanza, è la caratterizzazione dei personaggi e in particolare quella del Cavaliere Oscuro: un ormai cinquantacinquenne Bruce Wayne il cui alter ego si è ritirato dalle scene da ormai dieci anni, ma che si ritrova costretto a rimettersi in gioco. Il pipistrello scalpita, lo tormenta, vuole riprendersi il palcoscenico e riportare l'ordine. Questo quadro di (quasi) perfezione è completato dai disegni che, sebbene possano apparire un po' attempati e non abbiano la pomposità dei fumetti più recenti, contribuiscono alla cupezza della storia e dell'ambientazione e non fanno altro che, a parer mio, dare una marcia in più alla storia e a fornirgli un'identità forte e precisa. Insomma, se vi piace il Cavaliere Oscuro questo albo è un vero e proprio must; ma detto in tutta sincerità lo consiglierei a chiunque. È ovvio che possa piacere maggiormente a chi apprezza i fumetti (in particolare quelli cupi e psicologici), e a chi ha almeno un'infarinatura della storia di Batman e dei suoi villain, ma credo che un lettore attento possa apprezzarlo in egual modo.

"Ci hai svenduti, Clark (Kent). Gli hai dato il potere che poteva essere nostro, proprio come ti hanno insegnato i tuoi genitori. I miei genitori mi hanno insegnato qualcos'altro... sull'asfalto di questa strada... agonizzanti... morendo senza nessun motivo... mi hanno mostrato che il mondo ha senso solo se lo costringi ad averlo."

Cosa ho imparato da questa lettura? - Fumetti, la censura degli anni '50

Interessante è lo sfogo che Frank Miller fa nell'introduzione di quest'opera: esprimendosi in tono dispregiativo nei confronti di uno psichiatra di cui non fa il nome, accusandolo di aver ingiustamente “perseguitato” il mezzo fumetto. Il medico in questione, in base alle mie ricerche, è lo statunitense di origini tedesche Fredric Wertham, autore del saggio “Seduction of the Innocent”, pubblicato nel 1954. In questo libro Wertham addita i fumetti come causa principale della violenza giovanile e fa il suo appello ai genitori, intimandogli di intraprendere campagne a favore della loro censura. Wertham non risparmia nessuno, dai “crime comics” ai fumetti di supereroi e horror: li considera violenti e pieni di allusioni sessuali; arrivò ad asserire che figure di donne nude fossero nascoste in immagini di alberi, o ad affermare che Batman e Robin fossero amanti gay. Il saggio era illustrato con tavole tratte da albi a fumetti ed esibite come "prove", ognuna delle quali era accompagnata da una didascalia in cui Wertham riportava i suoi commenti sardonici. L’impatto di “Seduction of the Innocent” fu devastante: il Congresso degli Stati Uniti aprì un’inchiesta sull’industria del fumetto e questo portò gli editori a istituire la Comics Code Authority, per la censura dei loro stessi fumetti. Neanche questo sembrò bastare a Wertham, che continuò a portare avanti la sua guerra finché, come dice Miller nella sua introduzione, sia lui che il suo saggio non furono totalmente dimenticati, come tutte le cose prive di valore. Ci è andato giù pesante, Frank, ma aveva tutti i torti? E voi, lo sapevate?

 
 

Valerio Finizio, programmatore informatico per professione, scrittore e lettore accanito nel tempo libero.
Alla disperata ricerca del modo in cui invertire i ruoli.

 

Valerio Finizio
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