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Pensate a un uomo che dimostra quarant’anni, ma che in realtà ne ha più di quattrocento. Un uomo che insegna storia nella Londra dei giorni nostri, ma che in realtà ha già vissuto decine di vite in luoghi e tempi diversi. Tom ha una sindrome rara per cui invecchia molto lentamente. Ciò potrebbe sembrare una fortuna… ma è una maledizione. Cosa succederebbe infatti se le persone che amate invecchiassero normalmente mentre voi rimanete sempre gli stessi? Sareste costretti a perdere i vostri affetti, a nascondervi e cambiare continuamente identità per cercare il vostro posto nel mondo e sfuggire ai pericoli che la vostra condizione comporta. Così Tom, portandosi dietro questo oscuro segreto, attraversa i secoli dall’Inghilterra elisabettiana alla Parigi dell’età del jazz, da New York ai mari del Sud, vivendo tante vite ma sognandone una normale. Oggi Tom ha una buona copertura: insegna ai ragazzi di una scuola, raccontando di guerre e cacce alle streghe e fingendo di non averle vissute in prima persona. Tom deve ad ogni costo difendere l’equilibrio che si è faticosamente costruito. E sa che c’è una cosa che non deve assolutamente fare: innamorarsi.

Edizioni E/O - 360 pagine

Recensione in 60''

 

La storia è una strada a senso unico

La casa editrice E/O ormai ha spiccato il volo, per una serie di motivi: trame intriganti e originali, copertine accattivanti e, probabilmente, anche per la qualità degli scritti che sceglie di pubblicare e tradurre. Non posso dare un giudizio completo riguardo alla qualità, avendo finora letto soltanto due scritti, ma posso dire che le premesse non sono per niente male.
Un buon libro è anche questo "Come fermare il tempo" di Matt Haig. Col suo stile fresco e scorrevole, la storia originale e accattivante e con una divisione in scene non troppo lunghe, l'autore riesce a farci entrare nel mondo che ha creato. La lettura è assolutamente piacevole e, nonostante le 360 pagine, si conclude piuttosto in fretta. La storia non si svolge in maniera lineare, ma è carica di flashback che si inseriscono frequentemente nella storia principale, ma senza risultare invasivi e senza intaccare la fluidità di lettura e la comprensione del testo.
Certo, "Come fermare il tempo" non è un libro perfetto. C'è qualche forzatura narrativa che può far storcere un po' il naso, soprattutto alla fine si ha l'impressione che l'autore abbia un po' velocizzato e semplificato la conclusione perché non avesse idea di come sbrogliare la matassa. Non mi ha convinto.
C'è una ricerca spasmodica di frasi a effetto, di "frasi precotte" da condividere sui social network e cercare la gloria del web.
Per concludere, mi sembra chiaro che l'autore avesse l'ambizione di creare qualcosa che non intrattenesse semplicemente, ma che potesse anche trasmettere un messaggio ed evidenziare alcuni lati controversi della natura umana; tuttavia, credo che ci sia riuscito con meno efficacia, rispetto ad altri autori.
Ora voi mi direte: "con tutti questi lati negativi, è comunque una lettura che consigli?". Assolutamente sì. Questo libro non riesce a raggiungere le sue ambizioni, ha qualche difetto, ma è comunque una lettura gradevole che può lasciare qualcosa.

Il nostro protagonista, Tom, soffre di una disfunzione che tanto disfunzione non è: invecchia molto lentamente e non si ammala mai. Per lui, quindici anni di vita possono equivalere a quindici anni della vita di un essere umano normale. Dunque, il nostro caro Tom ha conosciuto Shakespeare, Fitzgerald e tante altre personalità di spicco della Storia della Terra. Nonostante questo, Tom non è felice: ha conosciuto l'amore ma è stato costretto a perderlo. Come può proseguire il rapporto tra una persona che non invecchia e una che, lentamente, si vede logorare nel corpo e nella mente? Se l'amore è vero resiste anche a questo, ma l'uomo è sempre stato carico di pregiudizi e ha sempre condotto la sua "caccia alle streghe", letteralmente o metaforicamente.
Dunque Tom non può vivere una vita uguale a quella del resto dell'umanità e per questo arriva in suo soccorso Heinrich, capo di un'azienda che ha il preciso scopo di proteggere chi, come lui e Tom, soffre di questa disfunzione. Offirà a Tom la possibilità di vivere infinite vite diverse da cambiare ogni otto anni per non destare sospetti, e gli offirà aiuto per trovare la sua unica figlia scomparsa, e che soffre della stessa disfunzione. L'unica regola da rispettare è: non innamorarsi.
Carino.

"Ci sono esperienze che ho vissuto e che non potrò mai più vivere per la prima volta: l'amore, un bacio, Cajkovskij, un tramonto a Tahiti, il jazz, un hot dog, un Bloody Mary. È nella natura delle cose. La storia era, ed è, una strada a senso unico. Bisogna continuare a camminare in avanti. A volte ci si può semplicemente guardare intorno, ed essere felici proprio lì, dove si è."

Cosa ho imparato da questa lettura? - Fiera sul ghiaccio di Londra

È difficile pensare che un fiume come il Tamigi possa congelarsi. Ancora più difficile è pensare che possa gelarsi a tal punto da ospitare delle vere e proprie fiere. In effetti, ai giorni nostri è praticamente impossibile che il fiume londinese si congeli, eppure nei secoli passati era un evento che capitava non di rado, soprattutto tra il Seicento e il Settecento.
Il Tamigi poteva gelare per intere settimane (si poteva arrivare anche a 14 settimane consecutive), e la prima notizia documentata di uno spettacolo tenuto sul fiume gelato risale al 1564, in epoca Elisabettiana, dove venne festeggiato il Capodanno arrostendo dei buoi sotto il Ponte di Londra. Da lì, si inaugurò una vera e propria "tradizione" di passatempi invernali.
Si arrivò al punto di allestire una vera e propria città sul ghiaccio. Una grande via, chiamata "Temple street", attraversava il fiume per la sua larghezza, ed era delimitata da grandi tendoni; in essi erano presenti negozi di macelleria, di rosticceria, negozi di barbiere, e perfino centri di "stampa", dove venivano vendute stampe per celebrare l'avvenimento. Ma, ovviamente, i posti più frequentati erano le osterie dove, con vino e birra, ci si poteva riscaldare contro il grande freddo! In quell'occasione tantissime persone si riversavano sulla superficie del fiume; addirittura i nobili vi passeggiavano in carrozza o si davano alla caccia alla volpe e al pattinaggio. I bambini potevano giocare a pallone o scivolare su piccole barche dotate di slitte, trainate dagli adulti.
Vi sarebbe piaciuto partecipare a una fiera del genere? A me sì, tantissimo! Peccato che l'ultima gelata si sia verificata nel 1814!

 
 

Valerio Finizio, programmatore informatico per professione, scrittore e lettore accanito nel tempo libero.
Alla disperata ricerca del modo in cui invertire i ruoli.

 

Valerio Finizio
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