Cerca nel sito...

 

 Globale

 Stile

 Trama

 Profondità

 Piacevolezza

 

Il padre di Jeffrey Lockhart, Ross, è un magnate della finanza sulla sessantina, con una moglie più giovane, Artis Martineau, gravemente malata. Ross è uno dei finanziatori di Convergence, un'azienda tecnologica con una futuristica sede ultrasegreta nel deserto del Kazakistan. Attraverso le ricerche biomediche e le nuove tecnologie informatiche, a Convergence possono conservare i corpi e le coscienze fino al giorno in cui la medicina potrà guarire ogni malattia. Decidono così di affidarsi a Convergence: prima Artis poi lo stesso Ross, incapace di continuare a vivere senza l'amata compagna. Così Jeff si riunisce con il padre e la moglie per quello che sembra un addio - o forse un arrivederci. Jeff è turbato: non capisce se a Ross è stato fatto il lavaggio del cervello dagli uomini di Convergence (un gruppo che ha non poco in comune con una setta religiosa o un manipolo di body artist) oppure se è la decisione consapevole e radicale di un uomo tanto ricco e potente che ha deciso di possedere anche la morte. Ma questa è anche l'occasione per ristabilire un rapporto - ammesso che non sia troppo tardi - con il padre: una relazione incrinata anni prima, quando il genitore decise di lasciare la madre di Jeff.

Einaudi - 248 pagine

Recensione in 60''

 

Controverso in ogni suo aspetto

Questo è senza ombra di dubbio uno dei libri più difficili che mi sono ritrovato a recensire.
Non sono in grado di dire che sia un libro bello, né che sia brutto; non posso dire che sia coinvolgente, ma non posso neanche dire che sia una noia mortale. Gli argomenti? Interessanti, ma forse trattati in una maniera troppo oscurata dalla psicologia del nostro narratore, il protagonista, che si trova a descrivere una realtà e degli eventi controversi filtrati dalla sua mente, che controversa lo è altrettanto. Ne viene fuori un romanzo piuttosto contorto, allucinatorio: in certi tratti si fa fatica a capire se ci venga presentata la realtà o l'immaginazione del protagonista: queste due cose si fondono in una massa indistinta che, se ben compresa, può rivelare la maestria dell'autore. Nel mio caso, tuttavia, mi sono ritrovato spiazzato, confuso, incapace di discernere i pensieri e le riflessioni del protagonista per lunghi tratti.
Per quanto mi riguarda l'argomento era anche interessante, ma forse sviscerato in un modo troppo particolare, che si adatta troppo alla psiche del protagonista e che perde della sua universalità. Certo, non mancano le riflessioni sul presente e sul futuro dell'umanità, della tecnologia; non mancano i momenti in cui la nostra mente si affolla di domande riguardo una possibile eternità. Tuttavia... la curiosa visione del mondo del protagonista è stata troppo "inquinante" e ha smorzato un po' il mio interesse. Il protagonista è infatti un uomo profondamente segnato dal suo passato, dall'abbandono di suo padre, e sicuramente portatore di qualche (seppur non troppo accentuato) disturbo mentale e dunque, nella narrazione, molto "invadente".
Una delle cose che, tuttavia, sono stato in grado di carpire è la bravura dell'autore: nonostante il libro non mi abbia entusiasmato, la scrittura di DeLillo mi ha incuriosito e ha fatto nascere in me la voglia di leggere altro, ché dal mio punto di vista l'autore nasconde un buon potenziale per piacermi, e anche tanto. Una cosa simile mi accadde alla lettura de "La strada" che, pur non facendomi impazzire (alla prima lettura) fece nascere in me la curiosità di approfondire McCarthy, che alla fine è diventato il mio autore preferito.

Ross Lockhart è un uomo ricco che un bel giorno della sua vita ha conosciuto l'amore: quello vero, quello che ti porta a rinunciare a tutto il resto per potertici dedicare anima e corpo. Anima e corpo; corpo e anima. Il nome della donna è Artis, una donna che non è la madre del protagonista ma per la quale quest'ultimo prova una profonda ammirazione. Tutto può sembrare bello e felice, se non fosse che conosciamo questa donna quando è già in preda a malattie degenerative, che le danno solo pochi anni di sopravvivenza. A questo punto, gli sforzi economici di Lockhart si concentrano su Convergence, un'azienda tecnologica che sembra aver trovato il modo di criogenizzare i corpi degli uomini e preservarne le coscienze (forse), fino a quando le nanotecnologie non saranno in grado di sanare le malattie e ringiovanire il corpo. A quel punto, gli uomini saranno pronti per il risveglio in un futuro in cui si potrà vivere eternamente.
È questo il procedimento cui si sottoporrà Artis e Ross Lockhart, incapace di vivere senza di lei, pur non soffrendo di gravi malattie sembra voler decidere di mettere in "stand-by" la sua vita, in modo da non vivere neanche un minuto senza l'amore della sua vita.
Spettatore di questa realtà e di queste convinzioni grottesche, fredde e asettiche sarà il nostro protagonista, che si dibatterà tra quel che è e quel che potrebbe essere; tra il vivere il momento qualsiasi esso sia e attendere tempi migliori; tra presente e futuro.

“È nella natura umana voler sapere di più, sempre di più, sempre di più. Ma è anche vero che quello che non sappiamo ci rende umani. E quello che non sappiamo non ha fine.”

Cosa ho imparato da questa lettura? - Il Manhattanhenge

Il “Manhattanhenge” (detto anche solstizio di Manhattan) è un fenomeno atmosferico durante il quale il Sole, al tramonto, si allinea perfettamente con le strade che attraversano il distretto di Manhattan, in direzione est-ovest. Questo fenomeno avviene due volte l’anno, a pari distanza temporale dal solstizio d’estate: intorno al 28 Maggio e al 12 Luglio. Ma come mai questo nome? È piuttosto facile intuirlo: fa infatti riferimento a un fenomeno simile che, tuttavia, ha come protagonista il famosissimo Stonehenge: un sito neolitico (una sorta di osservatorio astronomico) che si trova in Inghilterra e dove, durante il solstizio d’estate, il disco solare si allinea con la «pietra del tallone», posta ad accesso del sito; un fenomeno analogo a quello descritto poco prima. Il Manhattanhenge non capita ogni anno lo stesso giorno, ma di anno in anno potete scovarne la data esatta con ragionevole anticipo (basta una breve ricerca su Google). Così, mentre organizzate il vostro viaggio a New York, potete considerare anche la possibilità di capitare lì nel giorno preciso in cui si verifica questo affascinante e bellissimo fenomeno. Personalmente, credo proprio che organizzerò il mio futuro viaggio in America (chissà quando) in modo da poterlo vedere! 
E voi, lo sapevate?

 
 

Valerio Finizio, programmatore informatico per professione, scrittore e lettore accanito nel tempo libero.
Alla disperata ricerca del modo in cui invertire i ruoli.

 

Valerio Finizio
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Aggiungi commento