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La polizia di Los Angeles non è stata gentile con Renée Ballard: ex reporter di nera, è entrata in polizia stufa di scrivere di crimini, e impaziente di risolverne qualcuno, e in poco tempo è diventata detective alla Omicidi. Ma poi qualcosa è andato storto. E adesso la detective Ballard è relegata al turno di notte, insieme al collega Jenkins, a godersi dagli scomodissimi posti in prima fila quello che in polizia chiamano "l'ultimo spettacolo". Ciò che di peggio la notte losangelina ha da offrire. Qualunque cosa accada, però, alle sette del mattino il turno finisce: l'ultimo giro di ruota della notte non consente mai ai detective dell'"ultimo spettacolo" di vedere un crimine risolto, di seguire un caso fino alla fine. E così anche questa notte. Un travestito picchiato selvaggiamente, trovato sul lungomare in punto di morte; una cameriera aspirante attrice freddata sul pavimento del Dancers, un locale di Hollywood. Ballard e Jenkins sono subito sulle scene del crimine. Ma stavolta Renée, che non è famosa per l'amore delle regole, decide di fregarsene delle procedure: perché dietro i due crimini ha intravisto più che un casuale scoppio di violenza. In una Los Angeles nera come non mai, Michael Connelly ambienta una nuova, maestosa storia, intrecciando più casi e soprattutto presentandoci un nuovo personaggio - destinato a incontrarsi presto anche con Harry Bosch -, una detective tosta, solitaria e dalla corazza durissima. Una che non ha nessuna intenzione di mollare.

PIEMME - 372 pagine (Rilegato)

Recensione in 60''

Un buon esordio per Renée Ballard

Michael Connelly è sicuramente un nome gradito ai puristi del thriller.
Con "L'ultimo giro della notte" il nostro autore non toppa e mette in piedi una storia che intriga e si fa leggere con piacere, pur non brillando per originalità. È forse questo il punto più carente di questa storia, che non presenta nulla di veramente innovativo, anche se c'è da dire che ormai essere originali è diventata davvero un'impresa. Lo stile dell'autore e il nuovo personaggio da lui inventato, tuttavia, riescono a mettere in secondo piano (anche se non del tutto) questa carenza di idee, dando vita a una storia che si legge velocemente.
Come dicevo, probabilmente Renée Ballard e il suo bel caratterino sono quegli aspetti che danno a questa storia qualcosa in più e che fanno nascere intensa curiosità sul seguito (che a quanto pare, in inglese è già stato pubblicato). Non fraintendetemi, questa storia è autoconclusiva e non lascia nulla in sospeso (a parte i rapporti tra i personaggi, che evolveranno inevitabilmente), ma a quanto mi è parso di capire nella prossima storia che avrà come protagonista l'agente Ballard, ci sarà una collaborazione con il personaggio di punta di Connelly: il detective Harry Bosch. Devo dire che sono molto curioso di vedere cosa verrà fuori dalla prossima storia e quali saranno i rapporti tra i due protagonisti, considerando che Ballard si è rivelato un personaggio piuttosto solido.
Ma occupiamoci della trama de "L'ultimo giro della notte".

Renée Ballard lavora all'Ultimo spettacolo, che è solo un nome figo per far capire che lavora al turno di notte, accanto al suo partner Jenkins. Tutto ha inizio una notte che si preannuncia tranquilla, con un semplice furtarello a casa di una vecchietta; ben presto però, ci si renderà conto che quella notte ha in serbo ben altro: prima il pestaggio e le torture ai danni di un transgender, e infine una sparatoria in un locale che provoca cinque morti. Per una serie di coincidenze, Renée si trovera coinvolta in ciascuno di questi casi e, sebbene le sia stato ordinato di starne fuori, decide di approfondire quel che nasconde anche il grave caso di sparatoria. Questo l'immischierà in un gioco pericoloso, che metterà a rischio la sua vita.
Ma non basterà questo a scoraggiarla.
La narrazione porterà alla chiusura di tutti i casi aperti e si presenta come il prologo di una carriera costellata di luci e ombre per la nostra agente Ballard; una carriera che, forse, non avrà molto da invidiare a quella di Harry Bosch.
Fate attenzione però, ho detto FORSE.

"La differenza sta in come una persona gestisce l'oscurità. Lei ha un lavoro che la porta a contatto con i lati peggiori dell'animo umano. È come una legge della fisica: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Se entra nelle tenebre, le tenebre entrano in lei. E a quel punto deve decidere cosa fare al riguardo, come restare al sicuro, evitando che l'oscurità la svuoti dall'interno."

 
 
 
 

Valerio Finizio, programmatore informatico per professione, scrittore e lettore accanito nel tempo libero.
Alla disperata ricerca del modo in cui invertire i ruoli.

 

Valerio Finizio
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